NEOLIBERISMO VS NAZIONALIZZAZIONE
Il paridiso è in terra
La brutale esplosione della disoccupazione naturalmente provoca il ritorno del nazionalismo economico, che a sua volta è causa di focolai di xenofobia. Nel Regno Unito, migliaia di lavoratori nel settore energetico, urlando lo slogan "Lavoro britannico per i lavoratori britannici", hanno scioperato contro l'assunzione di portoghesi e italiani in una raffineria
Il capitalismo non si può cambiare, umanizzare o regolare. Sembra che i governi occidentali vogliano uscire a tutti costi da questa crisi, ma per tornare nella stessa trappola che oggi li fa prigionieri. Attuano una politica di risuscitamento delle istituzioni economiche e finanziarie senza cambiamenti di fondo. Le politiche dei governi occidentali e mondiali, con gli aiuti (miliardari) alle grandi banche e corporazioni, hanno come finalità impedire il collasso del sistema, non lottare contro il dominio dei mercati finanziari sull’economia reale e mettere questo al servizio della società.. Non solo si affidano alle politiche anticrisi di coloro che ci hanno portato in questa situazione con la sua incredibile combinazione di avidità economica e dogmatismo (Bellod, 2009), ma, in realtà, questi enormi aiuti finanziari consentono alle grandi banche di continuare con la loro attività di rischio, sapendo che il denaro pubblico sarà sempre disponibile per la loro salvezza alla faccia del contribuente.
Le banche stanno accumulando denaro pubblico proveniente dalle tasse della classe operaia, in attesa di prestarlo in futuro, quando tornino al mercato i “consumatori solventi” ei tipi d’interessi siano più redditizi degli attuali. Ma il governo è terrorizzato della possibilità che il crollo di una banca, abbia un effetto domino in grado di affondare il sistema. Per questo motivo i piani di governo non hanno nemmeno tentato una regolamentazione rigorosa in cambio degli aiuti pubblici alle banche private né l’eliminazione dei paradisi fiscali (nonostante le dichiarazioni pubbliche), in cui tutte le banche hanno filiali e in qualche modo sono state riscattate con denaro pubblico.
Gli operai non godono dei paradisi fiscali, le istituzioni finanziarie si!
La cosiddetta"concorrenza" è utilizzata per giustificare la riduzione delle tasse sul capitale o sugli utili delle persone giuridiche, ridurre le imposte sulle società di capitali, riformare le leggi lavorative per promuovere il (licenziamento facile), imporre l'onere della tassazione sulle imposte indirette dove la maggior parte sono abusive e asservite al pagamento di un debito eterno.
Le conseguenze di tutto ciò porta con se l’impoverimento dei conti pubblici, il sottofinanziamento dei servizi pubblici rendendoli scadenti per poi giustificare la loro privatizzazione e così via.
(Cassen, 2008). Dato che ogni misura è diventata un vicolo cieco nel contesto del capitalismo neoliberale. Non si tratta solo di mettere in discussione la legittimità del paradigma neoliberista, ma il futuro del capitalismo stesso. Pertanto, non si tratta di rifondare il capitalismo, ma di costruire il socialismo democratico del XXI secolo, per dare al pubblico un reale ed effettivo controllo sulle risorse del pianeta e sulle decisioni che riguardano la loro vita.








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