18 aprile 2009

DE MAGISTRIS, ITALIA DEI VALORI, BEPPE GRILLO, TRATTATO DI LISBONA, VIVA LA PRESA PER IL CULO





SULLA PENA DI MORTE

Beppe Grillo, post sul trattato di lisbona del 26 Luglio 2008

"Il Trattato di Lisbona è nato per sostituire la Costituzione Europea bocciata dai referendum francese e olandese del 2005. Nella Dichiarazione di Berlino del 25 marzo 2007 il cancelliere tedesco Angela Merkel e il premier italiano Romano Prodi prospettarono l'entrata in vigore di un nuovo trattato nel 2009, anno delle elezioni del nuovo Parlamento europeo.
Nello stesso periodo il "Comitato d'azione per la democrazia europea" ha avuto il mandato per la riscrittura della Costituzione presentata il 4 giugno 2007: il testo presenta in 70 articoli e 12.800 parole le stesse innovazioni della Costituzione che aveva 448 articoli e 63.000 parole diventando un punto di riferimento per i negoziati." Wikipedia
Il Trattato di Lisbona è la nuova Costituzione Europea. Chi l'ha letto alzi la mano. I nostri dipendenti in Senato lo conoscono sicuramente a memoria. Infatti l'hanno votato (tutti) senza esitare e senza informarci.
"Ue: si' unanime Senato a ratifica Trattato di Lisbona - Roma, 23 lug - Si' all'unanimita' del Senato alla ratifica del Trattato di Lisbona. L'Aula di Palazzo Madama, nessun contrario e nessun astenuto ha dato il via libera al disegno di legge di ratifica ed esecuzione del Trattato sottoscritto a Lisbona il 13 dicembre 2007 che modifica il Trattato sull'Unione europea e il Trattato che istituisce la Comunita' europea. Il disegno di legge di ratifica del Trattato di Lisbona passa ora all'esame della Camera."Il Sole 24 Ore Radiocor
Gli irlandesi hanno bocciato il Trattato di Lisbona con un referendum. La Repubblica Ceca e la Polonia hanno espresso forti perplessità. La Costituzione Europea DEVE essere sottoposta a referendum consultivo. Va spiegata, illustrata, motivata. Non è un atto formale. Cambierà le nostre vite e quelle dei nostri figli.
La Costituzione Europea è in conflitto con la Costituzione Italiana? Leggendo le due Costituzioni la risposta è affermativa. Due esempi:
Giustizia:
Costituzione italiana - I giudici (che rappresentano il potere giudiziario) sono indipendenti dal Governo (che rappresenta il potere esecutivo).
Trattato di Lisbona - "La Corte di giustizia (europea) è composta da un giudice per Stato membro. È assistita da avvocati generali ... Sono nominati di comune accordo dai governi degli Stati membri..."
Guerra:
Costituzione italiana - "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo."
Trattato di Lisbona - "La politica di sicurezza e di difesa comune costituisce parte integrante della politica estera e di sicurezza comune. Essa assicura che l'Unione disponga di una capacità operativa ricorrendo a mezzi civili e militari. L'Unione può avvalersi di tali mezzi in missioni al suo esterno per garantire il mantenimento della pace, la prevenzione dei conflitti e il rafforzamento della sicurezza internazionale, conformemente ai principi della Carta delle Nazioni Unite. L'esecuzione di tali compiti si basa sulle capacità fornite dagli Stati membri."
Si discute del Lodo Alfano e passa sotto silenzio la dipendenza della Corte di Giustizia Europea dai Governi che elimina l'indipendenza della magistratura dal potere esecutivo.
Si tradisce lo spirito della Costituzione Italiana (che ripudia la guerra) e si approva "la capacità operativa" per "la prevenzione dei conflitti".
Fate un confronto tra la nostra Costituzione e il Trattato di Lisbona, articolo per articolo e riportate le vostre considerazioni nei commenti.
Ne farò un documento da distribuire in Rete e lo invierò ai nostri dipendenti in Parlamento.
Belin, non ci possiamo distrarre neppure un attimo.

UNA VERITA' SCOMODA (SIGNORAGGIO E TRATTATO DI LISBONA) PARTE 1


Daniele Martinelli, post sul trattato di lisbona del agosto 2nd, 2008

Il Trattato di Lisbona è la brutta copia della Costituzione europea, già bocciata da Francia e Olanda. E’ un’insistenza, una forzatura che serve a rimpinguare le tasche di un enorme carrozzone di burocrati che oziano un po’ a Bruxelles e un po’ a Strasburgo.
Nonostante i cittadini francesi, olandesi e irlandesi costituiscano un campione inconfutabile di europei che ha sonoramente bocciato ogni forma di Europa unita, l’Europa odierna è una landa spremuta da un’oligarchia di banchieri e petrolieri che prelevano sangue dai rispettivi popoli infilzati dall’Euro, valuta fittizia di facciata che non dà alcun vantaggio alle economie locali. Esempio lampante è stato l’aumento dei carburanti in tutta Europa che ha gravato sui portafogli degli europei nonostante l’Euro si sia rivalutato sul dollaro.
Mentre anche il governo italiano ha traghettato l’Italia nella UE senza chiederlo agli italiani, l’Europa odierna è una confusione di ruoli e commissioni senza poteri. Una sorta di gioco al Monòpoli con i politici attorno al tavolo che per lanciare a turno i dadi vengono stipendiati con soldi veri.
Jacuqes Delors, uno dei primi presidenti della commissione europea, rideva nel definire le istituzioni europee un “OPNI” oggetto politico non identificato. Nei popoli di tradizione occidentale, contrariamente agli Stati Uniti, prevale un concetto di Democrazia parlamentare dove l’esecutivo dotato di poteri propri dipende da una maggioranza. Ebbene siccome le istituzioni europee non rappresentano questo modello, generano difficoltà di comprensione nell’opinione pubblica.
I commissari europei non devono rispondere del loro operato ai rispettivi governi che li hanno nominati. La sfiducia alla Commissione europea spetta soltanto al Parlamento europeo, non ai singoli governi che hanno nominato i loro commissari. La regola non vale soltanto per il presidente di turno.
La commissione europea, guardiana del Trattato, decide in materie generali come la concorrenza e conseguenti sanzioni, oltre che per materie di interesse comune a tutta l’Europa. Non in materie che riguardano Leggi dei singoli Stati. Per intenderci, la Commissione europea non ha alcun potere decisionale sulle Leggi riguardanti l’aborto in Italia.
Il Consiglio dei Ministri europeo è un altro carrozzone che riunisce i rappresentanti dei Governi membri per prendere decisioni sui regolamenti (Leggi applicabili a tutta l’Europa) e le direttive (Leggi quadro che per essere applicate devono essere varate e tradotte dalle singole legislazioni nazionali). Il Consiglio dei Ministri è l’unico organo che legifera a maggioranza raggiunta.
Il Parlamento europeo è in realtà un’assemblea parlamentare composta da membri dei parlamenti nazionali, priva di poteri effettivi salvo quello di sfiduciare la Commissione.
La Corte di Giustizia europea interpreta il Trattato e sanziona le nazioni che assumono comportamenti illegittimi. Si configura come una sorta di Corte costituzionale, paragonabile alla Corte suprema degli Stati Uniti, l’unico organo che ha effettivi poteri perché può agire anche nei confronti dei singoli individui.
Per intenderci la Corte di Giustizia ha condannato la legge Gasparri per la quale inizieremo a pagare 350 mila euro al giorno di multe per l’abusivismo di Rete4. Corte che alla fine esercita il potere di peggiorare le casse di una nazione a danno delle tasche dei cittadini, ma non ha il potere di mandare qualcuno a spegnere i ripetitori di Berlusconi. Tradotto: una fregatura per i nostri portafogli e conseguente peggioramento della qualità di vita.
A parte ciò, la confusione deriva dal fatto che un quasi governo con molte funzioni di esecutivo si chiama Commissione. Il Consiglio dei Ministri si chiama così pur avendo funzioni largamente legislative. I Commissari sono in realtà autorità politiche. Il Parlamento è dotato di poteri che che non esprime nessun esecutivo e senza divisione fra maggioranza e opposizione. Consiglio e commissione hanno 2 presidenti. Le leggi vere e proprie sono in realtà leggi quadro.
Insomma, ce n’è abbastanza per giustificare l’estraneità dei cittadini europei da questo pasticcio, soprattutto se chiamati ad esprimersi tramite referendum.
Ecco che l’affermazione OPNI di Delors rappresenta una sorta di compromesso fra la salvaguardia dei diritti degli Stati membri, e l’esigenza di dotare l’integrazione europea di istituzioni abbastanza forti e autonome. Ma per capire queste istituzioni è necessario viverci o leggere i libri di chi ci ha vissuto. Uno di questi è Riccardo Perissich, autore del volume “L’Unione europea una storia non ufficiale” edito da Longanesi con la prefazione di Giorgio Napolitano. Si, avete letto bene. Aneddoti e contraddizioni di una vita spesa in una quasi capitale per un quasi governo.
Commissioni e parlamenti Ue hanno tutto il sapore di essere raccoglitori di politici trombati nei singoli stati. Rido quando penso a uno come Francesco Speroni che fa l’europarlamentare stipendiato con il codazzo di parenti di Umberto Bossi a fargli da portaborse. Parliamo di Lega, il partito che finora ha federato soltanto i portafogli di alcuni suoi militanti come da miglior tradizione roman-ladrona.
L’Europa unita è, in sintesi, una gigantesca contraddizione. Laddove gli stati si sono smembrati in divisioni etniche ed economiche, l’Europa allunga prepotente la sua maschera parificatoria con un potere fittizio sulla forma, ma reale sulla qualità di vita dei cittadini che ne fanno parte.
Un’enorme bufala che - ahime - pesa soltanto sulle nostre tasche. Basta sentire le risposte di qualche suo soggetto interpellato per rendersene conto.

UNA VERITA' SCOMODA (SIGNORAGGIO E TRATTATO DI LISBONA) PARTE 2



NON SARÀ L’ORA DI CAMBIARE SISTEMA?

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